Venerdì 7 agosto 2026 Comunicato Stampa
Legambiente Veneto: “Sul rinvio allo stop degli Euro5 diesel la Regione sbaglia”
La replica dell’associazione regionale all’annuncio del presidente Stefani sulla sospensione del blocco alla circolazione delle auto diesel Euro 5 previsto dall’1 ottobre 2026 per le città sopra i 100mila abitanti
Il provvedimento, incluso nell’Accordo di Bacino Padano, prevede il blocco alla circolazione delle auto diesel Euro 5 a partire dal 1° ottobre 2026; misura che inizialmente riguardava le città al di sopra dei 30mila abitanti per potersi avvicinare agli standard di qualità dell’aria richiesti dall’Unione Europea e che saranno in vigore a partire dal 2030. Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha dichiarato lo scorso 5 agosto di aver avviato un iter per sospendere la normativa e dunque rinviare il blocco alla circolazione previsto al 1° ottobre 2026, che riguarda appunto le auto diesel Euro 5 in contesti urbani sopra i 100mila abitanti (in Veneto dunque a Padova, Vicenza, Verona e Venezia) nei giorni d’allerta arancione e rossa per inquinamento dell’aria. Ottenuto il via libera dalla Commissione, il testo potrebbe arrivare in Consiglio già nei primi giorni di settembre per la ratifica definitiva.
Su questo punto l’intervento di Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto: “I dati dell’anno 2025 sulla qualità dell’aria sono stati incoraggianti, perché si è registrato un abbassamento delle polveri sottili, sia nei valori medi che nel numero di superamenti dei valori limite diurni. Con questa iniziativa la Regione Veneto sta facendo un vero e proprio errore sulla strada che conduce a un’aria più sana per i suoi cittadini”.
Dal 2030 nell’Unione Europea i limiti normativi per la qualità dell’aria saranno più stringenti di quelli attualmente in vigore, per avvicinarsi ai livelli consigliati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità; poiché sono le regioni con i loro provvedimenti a far sì che gli limiti siano rispettati, è auspicabile che fin d’ora si mettano in campo tutte le misure necessarie per raggiungere gli obiettivi comunitari, evitando così limitazioni forti e improvvise a ridosso del 2030. Lo stop previsto dalla normativa, sottolinea l’associazione, riguarda di fatto un numero limitato di auto, e in sole quattro città del Veneto, eppure è un passo da compiere per una migliore qualità dell’aria e quindi della vita di tutti i cittadini, anche coloro che guidano un’auto diesel Euro 5. Per questo Legambiente Veneto chiede che il Consiglio regionale non voti a favore della proposta e prosegua a lavorare anche sugli altri fronti annunciati, come l’anticipazione del bando per la trasformazione dei veicoli diesel Euro 5 in Dual Fuel o lo smartworking per i dipendenti pubblici nei giorni di allerta, senza dimenticare l’implementazione del servizio Move-in che ad oggi non ha goduto di grande diffusione e che merita maggiore promozione.
“Tutelare le libertà individuali della cittadinanza significa attuare tutte le iniziative possibili per garantirle una migliore qualità di vita; ogni misura è un tassello fondamentale per la salute pubblica” prosegue Lazzaro. “Dispiace vedere la Regione Veneto accodarsi alla decisione avventata di Regione Piemonte, inciampando di fatto sull’ultimo gradino di un provvedimento che essa stessa aveva promosso e assunto a partire dal 2017 con la firma dell’Accordo di Bacino Padano per migliorare la qualità dell’aria delle regioni del nord. Va infatti ricordato a chi tira in ballo l’Europa e punta il dito verso Bruxelles aizzando i cittadini contro provvedimenti ritenuti vessatori, che il blocco progressivo dei veicoli diesel più inquinanti fu una scelta maturata e presa direttamente dalle regioni Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna in accordo con il Ministero all’Ambiente, senza alcuna indicazione o obbligo di derivazione europea. Dichiarare “è colpa dell’Europa”, come ha fatto maldestramente il consigliere regionale Francesco Rucco, è una enorme fake news che lo stesso consigliere dovrebbe rapidamente smentire, aggiungendo le sue scuse” sottolinea il presidente Lazzaro.
In ogni caso, ammesso che il provvedimento di rinvio sia di buonsenso e che le misure alternative possano compensare il rinvio, per Legambiente Veneto non si spiega come mai lo stesso buonsenso non sia stato applicato negli anni scorsi, per le decine di migliaia di cittadini possessori di veicoli Euro4 e prima ancora di Euro3, che furono costretti alla sostituzione del proprio mezzo di trasporto per rispetto della normativa. “Se questo provvedimento verrà confermato così come proposto, sarà un vero scivolone che oltre a rallentare il positivo percorso finora intrapreso, favorisce senza motivo i possessori di Euro5 e si prende gioco di chi, prima di loro, ha invece rottamato il proprio veicolo e speso denaro per un nuovo mezzo meno inquinante, nel rispetto della legge e della salute. Una decisione iniqua che divarica le disuguaglianze anziché ridurle” conclude Lazzaro.

7 Ago, 2026