Da Legambiente un evento di formazione sul biometano dedicato agli amministratori pubblici 

21 Apr, 2026

Padova, 21 aprile 2026                                          Comunicato stampa

Da Legambiente un evento di formazione sul biometano dedicato agli amministratori pubblici 

Oltre 200 i partecipanti da ogni angolo d’Italia al webinar gratuito realizzato oggi dall’associazione ambientalista in collaborazione con l’Università di Padova

Il presidente di Legambiente Veneto, Luigi Lazzaro: “Servono impianti di biometano ben fatti per accelerare sulla transizione ecologica”

Si è tenuto questa mattina, 21 aprile, in modalità webinar un evento di formazione gratuito dedicato agli amministratori e agli enti pubblici dedicato alle opportunità del biometano. A condurlo esperti di Legambiente, tecnici professionisti nonché docenti e ricercatori di DAFNAE, il Dipartimento di Agronomia animali alimenti risorse naturali e ambiente dell’Università degli Studi di Padova. 200 i partecipanti da ogni parte d’Italia. Legambiente Veneto è inoltre principale promotore della campagna nazionale “Fattore Biometano” ed è tra le cinque regioni attenzionate dallo studio nazionale di Legambiente per il potenziale di produzione di biometano, quasi un miliardo di metri cubi.

Al centro del webinar dedicato al biometano c’erano aspetti agronomici, impiantistici e normativi, allo scopo di comprendere il ruolo strategico del biometano nella transizione energetica, nella gestione sostenibile degli scarti e nello sviluppo dei territori rurali. Nello specifico i temi sono stati: le potenzialità del biometano da scarti agricoli, il funzionamento degli impianti e della digestione anaerobica, gli aspetti tecnologici e agronomici e il quadro normativo e autorizzativo. A partecipare, collegati da quasi tutte le regioni del Paese sono stati oltre 200 tra tecnici e amministratori della pubblica amministrazione, che hanno potuto anche godere di un momento di confronto con professionisti ed esperti del settore, di Legambiente, del Consorzio Italiano Biogas e del dipartimento DAFNAE dell’Università degli Studi di Padova. 

Con l’occasione è stato anche presentato il vademecum della campagna Fattore Biometano, pensato come supporto pratico per amministratori e tecnici che desiderano approfondire approcci strategici e innovativi per governare l’insediamento degli impianti di biometano nei territori. 

L’evento è stato totalmente gratuito e dedicato esclusivamente agli amministratori per incoraggiare la conoscenza e aiutare a governare l’insediamento nei territori di questa tecnologia preziosa per la transizione ecologica.

“Nel 2025 abbiamo avviato la campagna “Fattore biometano” che punta a sfatare le tante fake news che purtroppo alcuni contestatori professionisti continuano a diffondere nei territori ma soprattutto sintetizza sette regole per un “biometano fatto bene”, garantendo sinergie locali e il contrasto ai cambiamenti climatici: dalla dieta al contesto in cui sorge l’impianto, dalla collaborazione col territorio e con le attività agricole locali alla corretta gestione dell’impianto, dalla distribuzione del digestato all’estrazione della CO2 e dell’Azoto, con attenzione crescente alla ricerca, sviluppo e applicazione delle migliori tecnologie disponibili (BAT) anche per evitare le emissioni fuggitive di metano. Servono impianti di biometano ben fatti per accelerare sulla ormai necessaria transizione ecologica ed è importante che i territori partecipino interpretando sempre più il ruolo del protagonista consapevole in questa corsa verso la decarbonizzazione” dichiara Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto.

Il biometano è una risorsa fondamentale anche per il Veneto, poiché, come riporta lo studio “Biometano: una risorsa strategica per la transizione ecologica dell’Italia”, la produzione potenziale complessiva di biogas e biometano è stimata in 1.556.129.279 m³ di biogas, quindi di 881.539.926 m³ riconducibili a biometano. Gli effluenti zootecnici costituiscono la principale fonte di produzione potenziale contribuendo per il 76%. Gli scarti delle colture erbacee contribuiscono per il 20%. Gli scarti derivanti dalla trasformazione industriale di materie prime vegetali e i sottoprodotti dell’industria della macellazione mostrano un’incidenza più contenuta, pari per entrambe al 2%.

Visualizza qui lo studio completo di Legambiente nazionale sul biometano, presentato lo scorso febbraio a Roma.

Ufficio stampa g.favero@legambienteveneto.it