Città e clima: a Padova amministrazioni e ricercatori a confronto sulla governance dell’adattamento climatico nelle aree urbane
Città sempre più esposte a ondate di calore, eventi estremi e stress idrico: al seminario promosso da Legambiente Veneto nell’ambito del progetto LIFE CLIMAX PO – ospitato dalla Padova Climate Action Week, oggi 13 aprile – il dibattito sulle strategie per rendere le aree urbane più resilienti
Padova, 13 aprile 2026 – Ondate di calore, allagamenti, siccità: nelle città questi fenomeni si concentrano e si intensificano, mettendo sotto pressione infrastrutture, servizi e qualità della vita. Se ne è parlato oggi a Padova, alla Sala Caduti di Nassiriya, al seminario “Città e clima, governare l’adattamento climatico nei contesti urbani”, promosso da Legambiente Veneto nell’ambito del progetto europeo LIFE CLIMAX PO – cofinanziato dal programma LIFE dell’Unione europea – nell’ambito della Padova Climate Action Week.
L’appuntamento rientra nel ciclo di incontri “Adattarsi al clima che cambia”, promosso dal progetto per accompagnare amministrazioni e territori nella lettura del rischio climatico e nell’integrazione dell’adattamento nelle politiche locali.
I dati parlano chiaro. Nel Distretto del Po le temperature medie sono salite di circa +2°C negli ultimi decenni, le precipitazioni annue sono calate del 20% – fino al -35% nei primi mesi dell’anno – e gli eventi piovosi, pur meno frequenti, sono sempre più intensi. Sul fiume la portata media è in calo di circa il 20% su base annua, fino al -45% nei mesi estivi, con effetti evidenti lungo tutto il bacino e in particolare nel delta, dove si registrano salinizzazione, subsidenza e perdita di biodiversità. Nelle città tutto questo si traduce in allagamenti, isole di calore e reti idriche sotto stress.
Un quadro coerente con quanto emerge dal Rapporto Città Clima di Legambiente, che nel 2025 registra 371 allagamenti da piogge intense, 167 eventi tra raffiche di vento e trombe d’aria e 60 esondazioni fluviali, oltre a 55 danni alle infrastrutture e 33 episodi di grandine.
Nel bacino padano questi fenomeni risultano particolarmente rilevanti: città come Milano, Torino e Bologna sono tra le più esposte, con episodi ricorrenti di allagamenti urbani e criticità dei sistemi di drenaggio. In Veneto, situazioni analoghe si registrano in Padova, Verona e Vicenza, dove eventi piovosi intensi mettono sempre più spesso sotto pressione infrastrutture e servizi, soprattutto nei centri tra i 50 e i 150 mila abitanti.
Al dibattito di oggi hanno preso parte Francesco Tornatore (Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po), Lisa Napolitano (Fondazione CMCC), Gabriele Nanni (Legambiente) e Denis Maragno (Università IUAV di Venezia). Il confronto si è poi allargato alle esperienze amministrative, con Andrea Ragona, assessore all’Ambiente del Comune di Padova; Tommaso Ferrari, assessore all’Ambiente del Comune di Verona; Ilaria Giuliani, direttrice della Direzione di progetto Resilienza Urbana del Comune di Milano; Anna Lisa Boni, assessora Missione Clima 2030 del Comune di Bologna; Paola Galgani, vicesindaca del Comune di Firenze; Edoardo Zanchini, direttore dell’Ufficio Clima del Comune di Roma. Ha chiuso i lavori Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto.
“Il nostro Paese è particolarmente esposto alle conseguenze sempre più evidenti del cambiamento climatico. Già solo questo dovrebbe essere una ragione più che sufficiente per accelerare gli interventi e i processi di adattamento dei territori a questi cambiamenti, soprattutto attraverso la concretizzazione di opere fondamentali che gli importanti Comuni intervenuti oggi all’incontro hanno raccontato: dalla mobilità sostenibile all’aumento del verde in città, passando per il miglioramento delle reti idriche e di regolazione del regime idraulico. Ma serve maggior collaborazione da parte dei diversi enti di governo, a partire dalle soprintendenze, che troppo spesso non aiutano e non collaborano per attivare questo necessario cambiamento. Non possiamo continuare a proclamare l’urgenza della crisi climatica se allo stesso tempo continuiamo ad opporci sistematicamente alle soluzioni che prendono forma nei nostri territori. Non cedere all’immobilismo, come stanno facendo le città che abbiamo ascoltato oggi, è il primo passo per realizzare davvero l’adattamento in ambito urbano” commenta Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto.
Il progetto LIFE CLIMAX PO, attivo dal 2023 nel Distretto del Po, sta sviluppando modelli climatici e idrologici a scala di distretto, sistemi integrati di dati e strumenti di analisi del rischio, avviando percorsi di formazione e accompagnamento rivolti alle pubbliche amministrazioni. Tra le attività in corso: il rafforzamento dei sistemi di supporto alle decisioni, la sperimentazione di soluzioni pilota sui territori – dalla gestione sostenibile delle acque alle infrastrutture verdi – e il coordinamento tra istituzioni, ricerca e stakeholder per integrare l’adattamento negli strumenti di pianificazione.
Per maggiori informazioni: www.lifeclimaxpo.adbpo.it
L’ufficio stampa di Life Climax Po Ada Aliprandi – a.aliprandi@legambiente.it

15 Apr, 2026