Peschiera del Garda (VR), 30 giugno 2026 Comunicato stampa
In Veneto il secondo appuntamento della terza tappa di Goletta dei Laghi 2026
Presentati i monitoraggi sulla sponda veneta del Lago di Garda:
di 6 punti monitorati 3 sono risultati nei limiti di legge, 2 inquinati
e 1 fortemente inquinato
“I dati evidenziano un peggioramento della carica microbiologica delle acque rispetto al 2025, in cui la totalità dei punti di campionamento era risultata entro i limiti di legge,
facendo tornare a galla criticità del passato”
I dati presentati in conferenza stampa questa mattina a Peschiera del Garda (VR) presso il Porto Peschiera – Prossima tappa della campagna l’8 luglio in Puglia e in Lombardia
CALENDARIO TAPPE – FOTO E VIDEO
Sulla sponda veneta del Lago di Garda, di 6 punti monitorati 3 sono risultati nei limiti di legge, 2 inquinati e 1 fortemente inquinato: questi, in sintesi, i dati raccolti dalla ventunesima edizione della Goletta dei Laghi 2026. La storica campagna di Legambiente che monitora i bacini lacustri in Italia, nel secondo appuntamento della terza tappa in Veneto, ha evidenziato un peggioramento della carica microbiologica rispetto al 2025, in cui tutti i punti erano risultati nei limiti.
Nello specifico, dei 6 punti analizzati in provincia di Verona, 3 sono i punti entro i limiti di legge: la foce del torrente Gusa, la foce del torrente Marra e la foce del rio Dugale. I tre siti, storicamente caratterizzati da superamenti dei parametri, consolidano il rientro nei limiti di legge registrato rispettivamente già nel 2021, nel 2025 e nel 2020.
Sono invece 2 i punti risultati inquinati: la foce del torrente Bosca e la foce del torrente Rielo, entrambi nei limiti lo scorso anno, “fortemente inquinati” nel 2024 e con criticità negli anni precedenti. Infine, il punto fortemente inquinato è rappresentato dalla foce del torrente San Severo, risultato entro i limiti dal 2019 e che aveva registrato valori critici negli anni precedenti.
Emilio Bianco, portavoce Goletta dei Laghi, dichiara: “I dati raccolti quest’anno sulla sponda veneta del Lago di Garda evidenziano un quadro in chiaroscuro che richiede attenzione. Se da un lato registriamo con soddisfazione il consolidamento del rientro nei limiti di legge in alcuni punti storicamente critici, dall’altro preoccupa il peggioramento rispetto al 2025, quando tutti i siti monitorati risultavano conformi. Le criticità riscontrate alle foci dei torrenti Bosca, Rielo e soprattutto San Severo confermano la necessità di rafforzare il monitoraggio e gli interventi di prevenzione dell’inquinamento. La tutela del Garda, così come di qualsiasi bacino, passa attraverso un impegno costante da parte delle amministrazioni e dei gestori del servizio idrico, per garantire la qualità delle acque e la salute degli ecosistemi lacustri.”.
Luigi Lazzaro, presidente Legambiente Veneto, aggiunge: “I dati del monitoraggio di Goletta dei Laghi meritano una lettura attenta e responsabile. È importante ribadire che le acque di balneazione della sponda veneta del Lago di Garda, sottoposte ai controlli costanti di ARPAV, risultano sicure sulla base di tutti i campionamenti ufficiali effettuati. Tuttavia, le criticità riscontrate da Legambiente in corrispondenza della foce di alcuni affluenti richiamano l’attenzione su possibili vulnerabilità nei sistemi di collettamento e depurazione o su possibili inadempienze nella gestione dei reflui zootecnici che insistono sui bacini idrografici interni. È necessario che gli amministratori gardesani affrontino questa situazione con determinazione, promuovendo un’azione coordinata che coinvolga non soltanto i comuni rivieraschi, ma anche tutti i comuni dell’entroterra che afferiscono a questi corsi d’acqua, intervenendo lungo tutta la filiera idrica, prevenendo dispersioni, inefficienze e carichi impropri prima che raggiungano il bacino lacustre. Servono verifiche puntuali, investimenti e una piena assunzione di responsabilità da parte di tutti i livelli amministrativi coinvolti.”
I dati sono stati presentati questa mattina a Peschiera del Garda (VR) in conferenza stampa presso il Porto Peschiera. L’incontro tra esperti, aziende e istituzioni ha riacceso i riflettori sulla tutela dei laghi, che passa anche per la decarbonizzazione della navigazione lacustre tramite i biolubrificanti . Ottenuti da biomassa di origine vegetale, questi prodotti sono biodegradabili, ciò consente di minimizzare i rischi ambientali derivanti da perdite accidentali dalle imbarcazioni, ponendosi come alternativa ecologica ai derivati del petrolio per salvaguardare la salute delle acque. La navigazione sostenibile non è un’utopia, ma rappresenta un modello di sviluppo che coniuga mobilità, innovazione e tutela dell’ambiente e l’adozione di tecnologie a basse emissioni e di prodotti ecocompatibili contribuisce a ridurre l’impatto delle attività nautiche sugli ecosistemi acquatici. In questo contesto, proprio i biolubrificanti si confermano uno strumento concreto per promuovere una gestione più responsabile e sostenibile delle risorse idriche.
A fine conferenza, inoltre, è stato possibile conoscere da vicino – con una visita a bordo – l’imbarcazione “Aurora” di Arpa Veneto: unità nautica dedicata al monitoraggio delle acque del Lago di Garda. Realizzata con fondi PNRR, è un vero e proprio laboratorio galleggiante dotato di tecnologie avanzate per il rilevamento ambientale tra cui sonar, ecoscandagli, drone subacqueo (ROV), stazione meteo di bordo e sonde multiparametriche. Una dotazione che consente di effettuare monitoraggi sempre più puntuali e tempestivi, rafforzando la capacità di controllo e tutela dell’ecosistema gardesano.
Alla conferenza hanno preso parte: Emilio Bianco, Portavoce Goletta dei laghi Legambiente; Luigi Lazzaro, Presidente Legambiente Veneto; Maria Orietta Gaiulli, Sindaca Comune di Peschiera del Garda; Domenico Pagnotta, Assessore alla cura del Lago di Garda, Demanio Lacuale, Protezione Civile, Lidi Lacuali e Infrastrutture Turistiche del Comune di Castelnuovo del Garda; Fabio Strazzabosco, Direttore del Dipartimento Regionale Qualità dell’Ambiente di ARPA Veneto; Domenico Allocca, Marketing and Technical Management Biochemicals Novamont; Raffaello Boni, Presidente Legambiente Il Tasso; Elisa Venturini , Assessore all’Ambiente Regione Veneto.
Il monitoraggio scientifico. I prelievi di Goletta dei Laghi sulla sponda veronese del Garda sono stati realizzati il 9 giugno 2026 da tecnici, volontarie e volontari di Legambiente. I campioni per le analisi microbiologiche sono stati prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che ha avuto luogo lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici – Enterococchi intestinali ed Escherichia coli – classificando come “inquinati” i campioni che superano i limiti di legge e come “fortemente inquinati” quelli che li superano di oltre il doppio, secondo quanto stabilito dalla normativa nazionale sulle acque di balneazione (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010). I monitoraggi di Goletta dei Laghi non vogliono sostituirsi ai controlli ufficiali e non certificano la balneabilità dei punti di campionamento, che vengono scelti in base al rischio potenziale di inquinamento, sulla base delle segnalazioni dei circoli di Legambiente e dei cittadini tramite il servizio SOS Goletta. Foci di fiumi, torrenti, scarichi e piccoli canali rappresentano le principali vie di contaminazione batterica nei laghi, a causa di una depurazione insufficiente o di scarichi abusivi.
Legenda. Facendo riferimento ai valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) i giudizi si esprimono sulla base dello schema seguente:
–INQUINATO: Enterococchi Intestinali > 500 UFC (Unità Formanti Colonia) /100ml e/o Escherichia Coli > 1000 UFC/100ml
–FORTEMENTE INQUINATO: Enterococchi Intestinali > 1000 UFC/100ml e/o Escherichia Coli >2000UFC/100ml
Qui le tabelle dei punti monitorati.
Giunta alla ventunesima edizione, Goletta dei Laghi è la campagna di Legambiente che monitora lo stato di salute dei bacini lacustri italiani, ne denuncia le criticità e promuove esempi virtuosi di gestione e sostenibilità.
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30 Giu, 2026