Blitz di Goletta Verde lungo le coste venete

19 Giu, 2026
Chioggia 19 giugno 2026                                                                                              Comunicato stampa

Blitz di Goletta Verde lungo le coste venete 

Esposti gli striscioni “No trivelle. Sì alle rinnovabili, sì al futuro”

Legambiente punta il dito contro l’insensato ritorno delle trivelle in Veneto 

e chiede di accelerare sulle fonti pulite. L’Appello al presidente della Regione del Veneto. 

“La Regione del Veneto esorti la politica nazionale ad abbandonare ogni possibile e insensato ritorno alle trivellazioni e all’utilizzo delle fonti fossili nell’Alto Adriatico, e acceleri invece sulle fonti innovabili colmando i ritardi attuali e rendendo il piano aree accelerazione più ambizioso e sfidante”.

Foto — Video Blitz 
Video Archivio Goletta Verde  
Segui Goletta Verde sui social: Goletta Verde Facebook | X | Instagram   
Primo blitz di Goletta Verde 2026 lungo la costa veneta. In navigazione verso Chioggia l’imbarcazione di Legambiente, che monitora la salute di mare e coste, ha esposto due striscioni: “No alle trivelle. Sì alle rinnovabili, sì al futuro” mandando, così, un messaggio e un appello al Presidente della Regione Veneto. “La Regione del Veneto esorti la politica nazionale ad abbandonare ogni possibile e insensato ritorno alle trivellazioni e all’utilizzo delle fonti fossili nell’Alto Adriatico, e acceleri invece sulle fonti rinnovabili colmando i ritardi attuali e rendendo il piano aree accelerazione più ambizioso e sfidante”. Le trivellazioni sono ambientalmente ed economicamente fallimentari e incompatibili con gli obiettivi climatici e di giustizia sociale, è anacronistico un ritorno nel territorio del Delta del Po e al largo delle coste polesane all’uso delle trivellazioni, a cui si sono già opposti non solo le associazioni ambientaliste ma anche i Consorzi di bonifica, il Parco del Delta del Po Veneto e le Amministrazioni Locali del polesine. Il vero investimento da fare è quello sulle fonti pulite, le più competitive per produrre elettricità, in termini di costi, resilienza e stabilità, rappresentano il presente e il futuro del Veneto e dell’Italia.
I ritardi sulle rinnovabili: Nel Veneto le rinnovabili, denuncia Legambiente, pagano lo scotto di scelte politiche poco lungimiranti, della burocrazia, dei freni imposti dai ministeri competenti e spesso anche dai territori.  La Regione Veneto ad oggi è tra quelle a non aver avviato, almeno pubblicamente, l’iter per la definizione delle Aree Idonee. Poco sfidante il Piano aree di accelerazioni terrestri per le rinnovabili, in via di definizione. Tra i punti da migliorare, e ad oggi non presenti nel documento,  l’assenza tra le aree di accelerazione delle cave dismesse, o non più sfruttabili,  i siti di bonifica, i terreni non utilizzabili per attività agricole, le miniere, i corpi idrici interni artificiali(laghi o bacini artificiali,) siti di trattamento delle acque reflue urbane.

Il Veneto è tra le regioni in linea con gli obiettivi intermedi in tema di rinnovabili installate, ma ancora al 42,5% del suo obiettivo finale al 2030 pari a 9.476 MW. Importante che la Regione, nei prossimi anni acceleri la realizzazione degli impianti, infatti, continuando con il ritmo di installazioni medio avuto dal 2021 alla fine del 2025, raggiungerebbe l’obiettivo al 2030 con un ritardo di 2,4 anni.
Temi che Goletta Verde ha portato questa mattina in primo piano nel corso dell’incontro dal titolo “Oltre il fossile: le opportunità delle rinnovabili per il Veneto e il territorio del Polesine” organizzato a Chioggia, dove è in corso la tappa veneta. Obiettivo fare un punto sul ritorno insensato delle trivelle e sull’urgenza di accelerare sulle fonti rinnovabili in Veneto. All’incontro hanno partecipato: Katiuscia Eroe, responsabile energia Legambiente e portavoce di Goletta Verde, Luigi Lazzaro, Presidente Legambiente Veneto, Rodolfo Laurenti, Direttore Consorzio di Bonifica delta Po, Pako Massaro – Direttore Parco delta Po, Emiliano Pizzini – Vicepresidente Italia Solare; Loris Tomiato direttore generale di Arpav, diversi sindaci dei comuni del Delta de Po e Giuseppe Toffoli presidente della fondazione GoLab.

“Il Veneto può e deve essere protagonista di una transizione energetica pulita – commenta Luigi Lazzaro, presidente Legambiente Veneto – continuando ad impegnarsi contro le scelte miopi e anacronistiche come quelle delle trivellazioni in Alto Adriatico promosse dal Governo, che per altro vanno contro il raggiungimento degli obiettivi climatici e lo sviluppo delle rinnovabili. In passato lo sfruttamento del gas ha già creato continui e gravi problemi di stabilità all’area del delta del Po, con molte proprietà perse a causa dell’innalzamento delle acque. La sentenza Tedorico del 2024, con cui il TAR del Lazio ha accolto il ricorso delle associazioni ambientaliste, tra cui anche la nostra, e riconosciuto l’assenza di valutazione di incidenza del progetto sull’area protetta, rappresenta una vittoria importante e cruciale contro il pericolo delle trivellazioni, che la politica deve ricordare come monito”.

“La transizione energetica dell’Italia non passa né dalle fonti fossili né dalle trivellazioni – commenta Katiuscia Erore, portavoce di Goletta Verde e responsabile energia di Legambiente – ma delle fonti rinnovabili, dagli accumuli, dalle reti e da intelligenti politiche di efficienza energetica. È questa la direzione che deve intraprendere il nostro Paese a livello nazionale e regionale. In particolare, oggi le Regioni hanno una responsabilità maggiore dovendo recepire la normativa in tema di aree idonee. Fondamentale a tal proposito che il Veneto non segua l’esempio di altre regioni ponendo limiti e vincoli burocratici allo sviluppo di questi impianti, gli unici che possono realmente abbassare i costi in bolletta per famiglie e imprese. Soprattutto in vista dell’entrata in vigore dei prezzi zonali. Anche la regione Veneto può avere i suoi vantaggi, ma per ottenerli fondamentali sarà una sempre maggiore incidenza delle rinnovabili nel mix energetico”.

Prossimi appuntamenti: Nel pomeriggio dalle 15:30 alle 17:30 seguiranno le visite guidate all’imbarcazione promosse e realizzate insieme alla Fondazione Goletta Lab e tra i suoi soci fondatori  Parco Regionale del Delta del Po Veneto, Fondazione Cariparo, Università degli Studi di Padova, Legambiente; mentre alle ore 18:30, a bordo di Goletta Verde, sarà organizzato nell’ambito della campagna Operazione Fiumi l’aperitivo di presentazione dei risultati dei monitoraggi dei fiumi di Adige, Brenta, Bacchiglione e Fratta Gorzone.  Dopo la tappa in Veneto, Goletta Verde proseguirà la sua navigazione in Emilia-Romagna.

Goletta Verde è una campagna di Legambiente e da 40 anni monitora la salute di mare e coste