Bacchiglione malato cronico, urge accelerare su depurazione e contenimento PFAS

10 Giu, 2026

Vicenza, 10 giugno 2026                         Comunicato stampa

Bacchiglione malato cronico, urge accelerare su depurazione e contenimento PFAS

Con la sesta tappa di “Operazione fiumi”, Legambiente Veneto conferma i livelli di inquinamento insostenibili del Bacchiglione, tra mancata depurazione, contaminazione da PFAS e pesticidi

“Operazione fiumi” arriva nel vicentino: la sesta tappa della campagna itinerante di Legambiente Veneto, per il sesto anno continuativo mappa lo stato di salute del Bacchiglione dal Vicentino alla foce e del suo affluente Retrone. Nel 2026 si conferma una situazione di inquinamento diffuso che necessiterebbe di una accelerazione e implementazione degli interventi di adeguamento dei sistemi di depurazione. I livelli di contaminazione fecale sono da 10 a 100 volte superiori alla soglia di riferimento (salvo in un punto), segno di una diffusa e carente depurazione delle acque reflue a Vicenza e paesi limitrofi che scaricano nel Bacchiglione e suoi affluenti. La presenza di Pfas lascia intendere un utilizzo passato o presente di queste sostanze nell’industria locale. “Operazione fiumi” vede anche quest’anno il supporto tecnico di Arpav, che ha svolto le analisi sui campioni raccolti dai volontari, nonché il contributo di COOP Alleanza 3.0 e BCC Veneta Credito Cooperativo, infine il patrocinio delle Autorità Distrettuali di Bacino del fiume Po e delle Alpi Orientali.

In questa tappa, “Operazione fiumi” si occupa del Bacchiglione, fiume di risorgiva che nasce nell’alta pianura vicentina, con i suoi affluenti, e subito si carica di livelli di inquinanti che compromettono il suo stato di salute. Nel mese di maggio infatti volontari e volontarie di tutto il Veneto hanno effettuato una serie di campionamenti alla ricerca di Escherichia coli (batteri fecali), glifosate e PFAS nelle acque dolci della regione, grazie alla preziosa collaborazione con Arpav che ha fornito le analisi sugli eventuali inquinanti riscontrati. Cinque sono i punti campionati nel Bacchiglione (Caldogno, Vicenza e Debba nel vicentino, Selvazzano Dentro, Ponte San Nicolò e Pontelongo nel padovano), due nel Retrone (Creazzo e Vicenza) e uno nel Tesina (a Torri di Quartesolo), per la prima volta, allo scopo di comprendere al meglio l’apporto degli affluenti alle criticità che cronicamente emergono sul Bacchiglione. Tutti i punti sono stati scelti da Legambiente per affiancare e integrare le indagini e i continui monitoraggi sui corsi d’acqua effettuati dall’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale, che restituiscono ogni anno un quadro completo dello stato di salute dei bacini idrografici della regione in termini di sostanze inquinanti.
Con questa campagna, l’obiettivo principale di Legambiente è quello di accendere i riflettori sullo stato della depurazione dei fiumi del Veneto, attraverso rilevazioni della presenza del batterio Escherichia coli, la cui presenza in elevate concentrazioni è sintomo di contaminazione fecale dovuta ad insufficiente depurazione degli scarichi civili.
Nonostante nessun fiume in Veneto sia balneabile per decreto regionale e per ragioni che esulano dalla sola qualità microbiologica, consapevole che i 1000 MPN/100mL non corrisponde ad un limite di qualità legislativo, Legambiente ritiene importante indicare tale valore di qualità quale obiettivo a cui tendere per ogni corso d’acqua, in quanto requisito individuato dalla normativa cardine (D.Lgs. n. 116/2008, che recepisce la Direttiva europea 2006/7/CE) in materia sanitaria  per indicare la qualità delle acque di balneazione, oltre che parametro definito dalla Regione del Veneto per indicare una qualità microbiologica delle acque superficiali coerente con la destinazione all’uso irriguo senza restrizioni.
Per il Bacchiglione e per il suo affluente Retrone persistono forti criticità, con concentrazioni di Escherichia coli molto elevate in tutti i punti monitorati intorno alla città di Vicenza e nel suo hinterland (Caldogno e Creazzo) con valori a 4 o 5 cifre, ben oltre il riferimento di 1000 MPN/100mL. Si salva invece l’affluente Tesina, con valori di batteri fecali contenuti, probabilmente grazie alla depurazione efficace dei Comuni a nord-est di Vicenza. Il Bacchiglione riesce comunque a smaltire il carico fecale, grazie alla sua capacità di autodepurazione nel tratto sinuoso e più naturale a valle; il punto di monitoraggio a Selvazzano Dentro, nel padovano, rivela infatti una presenza molto contenuta di Escherichia coli. La situazione tende a peggiorare a sud della città di Padova, per via del contributo del canale Roncajette che raccoglie le acque non depurate della parte nord della città. Desta preoccupazione infine il punto monitorato a Pontelongo, che presenta valori di 24.000 MPN/100mL, ben oltre il valore guida.

Tabella di sintesi dei dati raccolti su Bacchiglione, Retrone e Tesina per la campagna Operazione fiumi 2026

FIUME LOCALITÀ – COMUNE PROV. Escherichia coli MPN/100ml T (°C) pH CONDUCIBILITÀ uS/cm
BACCHIGLIONE CALDOGNO VI 12033  14,2  8,82  411 
BACCHIGLIONE VICENZA VI 43520  15,8  8,93  411 
BACCHIGLIONE VICENZA – DEBBA VI 155310  17  8,73  347 
BACCHIGLIONE SELVAZZANO DENTRO – TENCAROLA PD 183  19,2  8,96  403 
BACCHIGLIONE PONTE SAN NICOLÒ – RONCAJETTE PD 3654  18,8  8,83  340 
BACCHIGLIONE PONTELONGO PD 24000  19,1  8,75  462 
RETRONE CREAZZO VI 10462  15,6  8,4  470 
RETRONE VICENZA VI 64880  16,2  8,33  489
TESINA TORRI DI QUARTESOLO VI 197  16.6 8.61 386

Nota: Si sottolinea che nonostante nessun fiume in Veneto sia balneabile per decreto regionale e per ragioni che esulano dalla sola qualità microbiologica, consapevole che i 1000 MPN/100mL non corrisponde a un limite di qualità legislativo, Legambiente ritiene importante indicare tale valore di qualità quale obiettivo a cui tendere per ogni corso d’acqua, in quanto requisito individuato dalla normativa cardine (D.Lgs. n. 116/2008, che recepisce la Direttiva europea 2006/7/CE) in materia sanitaria per indicare la qualità delle acque di balneazione, oltre che parametro definito dalla Regione del Veneto per indicare una qualità microbiologica delle acque superficiali coerente con la destinazione all’uso irriguo senza restrizioni.

Per avere un quadro completo sullo stato di salute delle acque, come sempre Legambiente ha analizzato anche il quadro che emerge dai monitoraggi svolti nel 2025 dall’Agenzia Regionale per la Protezione e la Ricerca Ambientale del Veneto, per valutare lo stato ecologico e chimico dei corsi d’acqua appartenenti al bacino idrografico del fiume Bacchiglione, in 59 stazioni dedicate alla qualità chimica e 8 alla qualità biologica.
I risultati evidenziano una situazione ancora critica dal punto di vista chimico, dovuta soprattutto alla diffusa presenza di PFOS lineare in concentrazioni superiori ai limiti stabiliti dalla normativa vigente. Sono stati inoltre registrati due superamenti della concentrazione media annua di nichel disciolto nei torrenti Timonchio e Rostone Ovest, nonché il superamento dei limiti relativi al pesticida Dichlorvos nel Canale Roncajette.

Nel tratto del sistema Retrone-Bacchiglione che si sviluppa da Vicenza verso valle, i superamenti dei limiti per il PFOS sono riconducibili al noto inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) che interessa le acque superficiali e sotterranee delle province di Vicenza, Verona e Padova e che ha origine principalmente nel sito industriale contaminato dell’ex Miteni di Trissino.
Nelle aree situate a nord e a est di Vicenza, non direttamente collegate al sito ex Miteni, la presenza di PFAS appare invece associata a scarichi industriali, impianti di depurazione o ad altre fonti non ancora identificate, con contaminanti trasportati anche attraverso le acque sotterranee: ciò indica un utilizzo passato o presente di PFAS nell’industria locale, inquinanti che l’attuale depurazione evidentemente non riesce ad intercettare.
Per quanto riguarda i pesticidi, sono stati rilevati complessivamente 11 superamenti dei valori medi annui previsti dalla normativa: quattro relativi al Metolachlor ESA, tre all’AMPA, due all’Azoxystrobin e uno per Glifosate e uno per Dimetenamide.
L’analisi dello stato trofico mostra inoltre che circa il 64% delle stazioni monitorate non raggiunge il livello “Buono” dell’indice LIMeco; tale situazione risulta strettamente correlata all’intensità delle pressioni antropiche, con un progressivo peggioramento della qualità delle acque e un aumento dei nutrienti dalle aree sorgentizie fino alla foce.
Anche la valutazione degli Elementi di Qualità Biologica (EQB) evidenzia condizioni non soddisfacenti: cinque degli otto corpi idrici esaminati presentano infatti uno stato complessivo inferiore al livello “Buono”. Infine, le indagini morfologiche svolte negli anni precedenti al 2025 hanno evidenziato, nella maggior parte dei casi, condizioni classificate come moderate o scarse.

“Il Bacchiglione è un malato cronico che necessita di una decisa accelerazione degli interventi necessari a contenere la contaminazione delle sue acque da tutte le fonti: urbana, industriale e agricola”, dichiara Giulia Bacchiega. “Purtroppo il piano dell’EGATO Bacchiglione, Ente partecipato dai Comuni e preposto alla pianificazione del servizio idrico integrato, prevede investimenti solo a partire dal 2028 e che, se tutto filerà liscio, arriveranno a chiudersi nel 2033, il che significa che probabilmente dovremmo attendere ancora una decina d’anni prima di vedere depurati gli scarichi urbani recapitanti nel Bacchiglione. Resta aperto sempre il tema della bonifica della Miteni, che continua a contaminare la falda vicentina, che a sua volta inquina i fiumi di risorgiva come il Bacchiglione. Preoccupa anche la contaminazione da PFAS di provenienza extra Miteni, che va ricercata negli utilizzi industriali della pedemontana Vicentina; nonostante l’allarme sanitario e ambientale lanciato da anni, pare infatti difficile liberare la produzione industriale da questi “inquinanti eterni” (o forever chemicals) che continuiamo a riscontrare nei nostri fiumi, le cui acque finiscono sui campi agricoli. Chiediamo all’EGATO Bacchiglione di accelerare gli interventi strutturali in quanto urgenti e improrogabili per contenere tutte queste fonti di contaminazione, altrimenti la salute del Bacchiglione non potrà migliorare”

Purtroppo siamo costretti a riconfermare il grave inquinamento di Bacchiglione e Retrone, fra i più gravi del Veneto” dichiara Valeria Signorato, vicepresidente del circolo Legambiente Vicenza. “Non solo, quest’anno assistiamo al ritorno di veri e propri numeri da record negativi. Pur invocando da tempo, da quando è iniziata nel 2021 la campagna Operazione Fiumi, e presso tutti gli Enti coinvolti, provvedimenti e investimenti nel settore della depurazione civile, una svolta concreta finora non abbiamo potuto vederla. Ci rivolgiamo in particolar modo ai comuni dell’EGATO Bacchiglione affinché agiscano con tutto il loro potere. Ci sembra superfluo ricordare che la qualità delle acque dei nostri fiumi è una questione di civiltà. Non lasceremo nulla di intentato per ridare ai nostri fiumi la loro dignità e ricostituire quel capitale naturale che in altre parti d’Europa è ormai un dato acquisito”.

Così aggiungono i rappresentanti del circolo Legambiente Ovest Vicentino: “Il Retrone è un ecosistema aperto e complesso che va studiato e analizzato in una visione ampia. È generato da una notevole quantità di rogge e risorgive, con una falda freatica molto alta che da origine a polle d’acqua che presentano una biodiversità straordinaria e delle componenti idrodinamiche, fisiche e chimiche molto eterogenee. Pertanto, la tutela deve andare ben oltre il puro confine del corso d’acqua e va allargata a un territorio ampio che vede coinvolto il piano campagna, fino alle zone antropizzate (Creazzo Spessa), e che deve includere la fascia boschiva detta “Garzaia” (ad Altavilla Vicentina) e il terreno agricolo adiacente, pari a 143.734 mq. Frenare, o meglio, arrestare il consumo di suolo è nelle priorità della Legambiente ma lo deve essere anche negli obiettivi reali e concreti della classe politica”.

Scopo di Legambiente da sempre è anche il coinvolgimento della cittadinanza con appuntamenti volti alla scoperta degli ambiti naturali o di approfondimento dei temi dell’ecologia, sia in senso ampio che territoriale. Per avvicinare le persone al fiume Retrone, con l’intento di scoprire la sua unicità ma anche le criticità che in tempi più recenti lo interessano, nell’ambito di Operazione fiumi è stata organizzata una doppia passeggiata che si terrà sabato 13 e domenica 14 giugno. Si tratta di un appuntamento inserito in un calendario di eventi europei “camminare con l’acqua” dedicati alla conoscenza del valore dei fiumi e organizzato da Equistiamo Aps con lo scopo di riflettere sulla natura contesa dell’acqua, esplorata come una risorsa condivisa, ma limitata, che sostiene la vita umana e nutre gli habitat e gli ecosistemi in cui abitiamo.

La partecipazione è gratuita con eventuale offerta libera di sostegno. Prenotazione obbligatoria su https://bit.ly/retrone