Comunicato Stampa Treviso, 6 giugno 2026
Migliora la depurazione del Sile ma resta forte il carico antropico
Permane la contaminazione da Pfos lineare
Con la quinta tappa di “Operazione fiumi”, Legambiente Veneto rileva ancora criticità in città a Treviso, in attesa del completamento della rete fognaria e di depurazione
“Operazione fiumi” giunge a lambire gli argini del fiume Sile: la quinta tappa della campagna itinerante di Legambiente Veneto, per il sesto anno continuativo arriva anche nel trevigiano per mappare la salute dei corsi d’acqua, in questo caso Sile, Dese e (come new entry di quest’anno) Botteniga. Dalla mattinata di restituzione dei dati raccolti da volontarie e volontari di Legambiente, sabato 6 giugno da Treviso.bike a Fiera, è emerso che per la prima volta dopo anni vengono rilevati livelli di contaminazione fecale accettabili, anche se permangono situazioni di contaminazione cronica da PFOS e pesticidi, mentre si è in attesa del completamento della rete fognaria di collettamento al depuratore, non ancora concluso. “Operazione fiumi” vede anche quest’anno il supporto tecnico di Arpav, che ha svolto le analisi sui campioni raccolti dai volontari, nonché il contributo di COOP Alleanza 3.0 e BCC Veneta Credito Cooperativo, infine il patrocinio delle Autorità Distrettuali di Bacino del fiume Po e delle Alpi Orientali.
Lasciato il Livenza da qualche giorno, “Operazione fiumi” si occupa oggi di Sile e Dese, due corsi d’acqua che scorrono nel trevigiano e veneziano, nonché del Botteniga, fiume di risorgiva affluente del Sile. Nel mese di maggio infatti volontari e volontarie di tutto il Veneto hanno effettuato una serie di campionamenti alla ricerca di Escherichia coli (batteri fecali), glifosate e PFAS nelle acque dolci della regione, grazie alla preziosa collaborazione con Arpav che ha fornito le analisi sugli eventuali inquinanti riscontrati. Anche nel 2026 il Sile è stato mappato a Santa Cristina, Silea e Casale sul Sile nel trevigiano, Quarto d’Altino e Cavallino Treporti nel veneziano; il Dese invece ha visto confermato il suo unico punto di campionamento a ridosso della laguna veneziana. Novità di quest’anno è il punto di monitoraggio sul Botteniga, all’altezza di Varco Filippin lungo la storica cinta muraria, che è stato inserito allo scopo di verificare il contributo degli affluenti del Sile. Tutti e sette i punti sono stati scelti da Legambiente per affiancare e integrare le indagini e i continui monitoraggi sui corsi d’acqua effettuati dall’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale, che restituiscono ogni anno un quadro completo dello stato di salute dei bacini idrografici della regione in termini di sostanze inquinanti.
Con questa campagna, l’obiettivo principale di Legambiente è quello di accendere i riflettori sullo stato della depurazione dei fiumi del Veneto, attraverso rilevazioni della presenza del batterio Escherichia coli, la cui presenza in elevate concentrazioni è sintomo di contaminazione fecale dovuta ad insufficiente depurazione degli scarichi civili.
Nonostante nessun fiume in Veneto sia balneabile per decreto regionale e per ragioni che esulano dalla sola qualità microbiologica, consapevole che i 1000 MPN/100mL non corrisponde ad un limite di qualità legislativo, Legambiente ritiene importante indicare tale valore di qualità quale obiettivo a cui tendere per ogni corso d’acqua, in quanto requisito individuato dalla normativa cardine (D.Lgs. n. 116/2008, che recepisce la Direttiva europea 2006/7/CE) in materia sanitaria per indicare la qualità delle acque di balneazione, oltre che parametro definito dalla Regione del Veneto per indicare una qualità microbiologica delle acque superficiali coerente con la destinazione all’uso irriguo senza restrizioni.
Tabella di sintesi dei dati raccolti su Sile, Dese e Botteniga per la campagna Operazione fiumi 2026
| FIUME | LOCALITÀ – COMUNE | PROV. | Escherichia coli MPN/100ml | T (°C) | pH | CONDUCIBILITÀ uS/cm |
| BOTTENIGA | TREVISO | TV | 1624 | 15,4 | 7,7 | 620 |
| SILE | QUINTO DI TREVISO | TV | 862 | 15,8 | 7,46 | 596 |
| SILE | SILEA | TV | 836 | 16,4 | 7,54 | 550 |
| SILE | CASALE SUL SILE | TV | 556 | 17,1 | 7,62 | 460 |
| SILE | QUARTO D’ALTINO | VE | 160 | 18,7 | 7,48 | 575 |
| SILE | CAVALLINO TREPORTI | VE | 20 | 19,7 | 7,58 | 2100 |
| DESE | B.S. LAGUNA DI VENEZIA | VE | 171 | 23,3 | 7,90 | 620 |
Nota: Si sottolinea che nonostante nessun fiume in Veneto sia balneabile per decreto regionale e per ragioni che esulano dalla sola qualità microbiologica, consapevole che i 1000 MPN/100mL non corrisponde a un limite di qualità legislativo, Legambiente ritiene importante indicare tale valore di qualità quale obiettivo a cui tendere per ogni corso d’acqua, in quanto requisito individuato dalla normativa cardine (D.Lgs. n. 116/2008, che recepisce la Direttiva europea 2006/7/CE) in materia sanitaria per indicare la qualità delle acque di balneazione, oltre che parametro definito dalla Regione del Veneto per indicare una qualità microbiologica delle acque superficiali coerente con la destinazione all’uso irriguo senza restrizioni.
Entrando nel dettaglio di questi corsi d’acqua, le analisi svolte da Arpav rilevano che in nessuno dei 5 punti monitorati da Legambiente lungo il fiume Sile e in quello alla foce del Dese, sono state riscontrate concentrazioni elevate di batteri fecali. I valori rilevati sono tutti al di sotto del valore guida di riferimento, per il primo anno da quando, con Operazione Fiumi, Legambiente ha iniziato a ricercare questo inquinante nei fumi veneti. Fa eccezione il nuovo punto campionato nel Botteniga, che risulta superare il valore di riferimento di 1.000 MPN/100 ml.
Dalla scheda pubblicata dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale per la valutazione dello stato ecologico e dello stato chimico del bacino idrografico del fiume Sile, si nota che nel 2025 l’Agenzia ha monitorato 25 stazioni per il monitoraggio della qualità chimica e 7 stazioni per il monitoraggio della qualità biologica.
Lo stato chimico è risultato “Buono” in tutti i corpi idrici monitorati, ad esclusione del fiume Sile, per i superamenti della media annua di PFOS lineare sulla stazione di rilevamento in città, la cui contaminazione è presumibilmente derivante da insufficiente depurazione e dal vicino aeroporto, tenuto conto che tale sostanza veniva utilizzata come schiuma antincendio. Oltre al PFOS, sono stati rilevati 3 superamenti dei valori medi annui: due per AMPA (prodotto di degradazione del Glifosate) su Scolo Serva e Scolo Bigonzo e uno di Glifosate sul Fiume Melma.
Lo stato trofico dei fiumi (rappresentato tramite l’indice LIMeco) è risultato inferiore a “Buono”, ovvero eccessiva presenza di nutrienti, nel 52% delle stazioni di monitoraggio, soprattutto a valle della città di Treviso. La qualità biologica dei corsi d’acqua, valutata con l’indice EQB, ha presentato uno stato inferiore al buono in 5 corpi idrici sui 7 monitorati (Torrente Giavera – Botteniga, Fosso Corbetta, Fiume Mignagola, Canale Corbetta – Gronda, Fosso Dosson) nei 7 corpi idrici monitorati.
Il monitoraggio morfologico, condotto negli anni precedenti al 2025, ha evidenziato, in prevalenza, condizioni inferiori a “Buono”.
“Per la prima volta dal 2021, anno della prima edizione della nostra campagna di monitoraggio, i risultati delle analisi ci restituiscono una fotografia senza criticità sul fronte della depurazione delle acque del Sile, con la sola eccezione del Botteniga, monitorato per la prima volta quest’anno, che presenta un valore superiore alla soglia di quella che noi vorremmo essere un obiettivo di qualità verso cui dovrebbero tendere tutti i corsi d’acqua. Si tratta di un segnale importante, ma resta ancora da recuperare un deficit di circa un 20% di capacità di depurazione, nella città di Treviso” spiega Francesco Tosato, portavoce della campagna “Operazione fiumi” di Legambiente. “Non bisogna quindi abbassare la soglia di attenzione anche verso fenomeni come quello degli scarichi abusivi o degli sversamenti agricoli illegali, così come dell’impatto dei prodotti chimici ampiamente usati in agricoltura quali erbicidi e insetticidi, rilevati ogni anno da Arpav anche lungo questo corso d’acqua, che ricordiamo essere tra i più importanti fiumi di risorgiva d’Europa”.
“Per valutare il reale stato di salute del Sile è fondamentale studiare anche i suoi affluenti che, come dimostrano i dati Arpav, presentano numerose sostanze inquinanti. Per questo abbiamo ritenuto indispensabile aggiungere un punto di monitoraggio sul Botteniga, che attraversa da nord a sud il centro storico di Treviso” dichiara Fabio Tullio, presidente di Legambiente Treviso. “Da diversi anni ormai il nostro circolo lavora sul Sile con un approccio sistemico: insieme a enti, mondo accademico e altre associazioni del territorio, promuoviamo strumenti di tutela per tutti i fiumi di risorgiva della cintura urbana e periurbana della città. Manteniamo inoltre alta l’attenzione anche verso gli impatti su acqua e aria dell’infrastruttura aeroportuale, che coesiste con il Parco Naturale Regionale del Fiume Sile e desta forte preoccupazione soprattutto per i potenziali rischi sanitari. Al contempo, lavoriamo per costruire una visione a lungo termine e trasformare in realtà gli obiettivi delle direttive comunitarie; come circolo, infatti, abbiamo recentemente presentato all’ISPRA alcune misure per il Piano di Ripristino della Natura e presto discuteremo nuovi e ambiziosi progetti per migliorare la qualità dei nostri ecosistemi acquatici”.
La mattinata di restituzione dei dati di “Operazione fiumi” ha visto anche la presenza di numerosi ragazzi e ragazze delle classi prime del Liceo scientifico L. Da Vinci di Treviso, che anche quest’anno hanno svolto con Legambiente Treviso e Barbasso Nature laboratori in classe e in fiume per imparare a conoscere le caratteristiche degli ambienti fluviali. Gli studenti, nonostante fosse il loro ultimo giorno di scuola per questo anno scolastico, hanno dato dimostrazione dei campionamenti e dei monitoraggi da loro effettuati con gli educatori ambientali legambientini e hanno presentato al pubblico i loro “Appunti fluviali”, un’analisi collettiva svolta in classe di restituzione delle attività di osservazione del Sile.

7 Giu, 2026