Fontaniva (PD), 24 maggio 2026 Comunicato stampa
2° tappa dell’edizione 2026 di “Operazione Fiumi” la campagna itinerante di citizens science di Legambiente, BCC Veneta e Coop Alleanza 3.0 per esplorare e descrivere lo stato di salute dei fiumi del Veneto
Criticità per il Brenta nell’Alta Padovana: resta elevato il carico antropico
La seconda tappa di “Operazione fiumi” a Fontaniva nella Giornata ecologica regionale: acqua e biodiversità al centro del dibattito
Seconda tappa per la sesta edizione di “Operazione fiumi – Esplorare per custodire” domenica 24 maggio nel padovano. La campagna itinerante di Legambiente Veneto accende i riflettori sullo stato della depurazione dei fiumi del Veneto, attraverso rilevazioni della presenza del batterio Escherichia coli. Dopo l’Adige, è il Brenta a finire sotto la lente d’ingrandimento del Cigno Verde, registrando criticità sulla depurazione solo nell’Alta Padovana. “Operazione fiumi” vede anche quest’anno il supporto tecnico di Arpav, il contributo di COOP Alleanza 3.0 e BCC Veneta Credito Cooperativo, infine il patrocinio delle Autorità Distrettuali di Bacino del fiume Po e delle Alpi Orientali.
Il 24 maggio, in occasione della Giornata ecologica della biodiversità, dedicata quest’anno alle api, il circolo Legambiente Alta Padovana ha organizzato a Fontaniva una giornata intensa sul tema dell’ecologia e della salute dell’ecosistema. Mentre il pomeriggio è stato dedicato proprio alle api come indicatore di biodiversità, la mattinata ha visto la conferenza stampa di presentazione dei dati dei campionamenti svolti dalle volontarie e dai volontari di Legambiente per la campagna itinerante “Operazione fiumi”, eseguiti nel mese di maggio e analizzati da Arpav. Il lungo corso del Brenta, che attraversa il vicentino, il padovano e il veneziano, è stato analizzato in sette punti di campionamento: Cartigliano in provincia di Vicenza, Fontaniva, Piazzola sul Brenta, Cadoneghe e Piove di Sacco in provincia di Padova, infine Vigonovo e Chioggia in provincia di Venezia. I sette punti sono stati scelti da Legambiente per affiancare e integrare le indagini e i continui monitoraggi sui corsi d’acqua effettuati da Arpav che restituiscono ogni anno un quadro completo dello stato di salute dei bacini idrografici della regione in termini di sostanze inquinanti.
Con questa campagna, l’obiettivo principale di Legambiente è quello di accendere i riflettori sullo stato della depurazione dei fiumi del Veneto, attraverso rilevazioni della presenza del batterio Escherichia coli, la cui presenza in elevate concentrazioni è sintomo di contaminazione fecale dovuta ad insufficiente depurazione degli scarichi civili.
Nonostante nessun fiume in Veneto sia balneabile per decreto regionale e per ragioni che esulano dalla sola qualità microbiologica, consapevole che i 1000 MPN/100mL non corrisponde ad un limite di qualità legislativo, Legambiente ritiene importante indicare tale valore di qualità quale obiettivo a cui tendere per ogni corso d’acqua, in quanto requisito individuato dalla normativa cardine (D.Lgs. n. 116/2008, che recepisce la Direttiva europea 2006/7/CE) in materia sanitaria per indicare la qualità delle acque di balneazione, oltre che parametro definito dalla Regione del Veneto per indicare una qualità microbiologica delle acque superficiali coerente con la destinazione all’uso irriguo senza restrizioni.
I primi risultati dei sette campionamenti svolti dai volontari e le volontarie di Legambiente lungo il fiume Brenta (Cartigliano, Fontaniva, Piazzola sul Brenta, Cadoneghe, Vigonovo, Piove di Sacco e Chioggia) riguardano gli escherichia coli, ovvero i batteri fecali. Nello specifico, i campioni prelevati hanno evidenziato un superamento del valore guida adottato da Legambiente nei punti di Cartigliano con 1467 MPN/100ml e Fontaniva con 2187 MPN/100ml probabilmente influenzato dalle piogge avvenute nei giorni precedenti al campionamento.

Il quadro ambientale del bacino del Brenta, secondo i dati rilasciati dall’Agenzia Regionale per la Protezione e la Ricerca Ambientale del Veneto, vede un dualismo tra una qualità chimica generalmente buona e criticità persistenti legate a contaminazioni specifiche e aspetti morfologici. Nel 2025, la maggior parte delle 26 stazioni di monitoraggio ha registrato uno stato chimico positivo; tuttavia, sono state rilevate delle eccezioni che ne compromettono la conformità totale, come il superamento dei limiti di PFOS lineare (un tipo di PFAS) nel Canale Piovego e in due tratti del Brenta (Chioggia, Noventa Padovana e Fossò), che è direttamente riconducibile allo storico sito contaminato ex Miteni. In queste aree è stato superato lo Standard di Qualità Ambientale (SQA-MA) per il PFOS lineare, fissato a 0,65 ng/L. Le stazioni interessate sono Chioggia (VE) – Fiume Brenta (1,9 ng/L), Noventa Padovana (PD) – Canale Piovego (1,7 ng/L) e Fossò (VE) – Fiume Brenta (1,03 ng/L).
Oltre ai PFAS, la pressione chimica è evidenziata da cinque superamenti dei valori medi annui per alcuni pesticidi, tra cui due casi relativi all’AMPA (derivato del Glifosate) e un caso ciascuno per Azoxystrobin, Metolachlor ESA, inquinanti tipicamente legati alle attività agricole.
Sotto il profilo ecologico, emergono ulteriori segnali di attenzione: circa il 32% delle stazioni presenta livelli di nutrienti inferiori allo stato “Buono”, indicando un carico trofico eccessivo, derivante da attività agricole e scarichi civili, per un terzo dei punti campionati nel bacino.
Così commenta Giulia Bacchiega, portavoce della campagna di Legambiente Veneto: “I nostri rilievi sul Brenta, per quanto puntuali, si allineano a quanto riportato dalle schede di bacino idrografico di Arpav, con standard chimici accettabili in gran parte del bacino. A nostro parere le priorità future devono riguardare il risanamento dall’inquinamento da PFAS e il controllo dei pesticidi, nonché il ripristino della morfologia fluviale, indispensabile per garantire la salute del Brenta e la resilienza del territorio, valorizzando azioni in accordo con la Nature Restoration Law europea”.
“Il tema principale per noi in questo momento è la gestione della risorsa idrica e lo spettro della siccità” spiega Franco Sarto, presidente del circolo di Legambiente Alta Padovana. “Per questo chiediamo agli enti preposti, e nello specifico la Regione Veneto, il Consorzio di bonifica e il Consiglio di bacino Brenta impegno e risorse sul tema delle ricariche artificiali della falda, ad esempio attraverso le aree di infiltrazione. Sono stati effettuati molti studi e approfondimenti nel 2012 dalla Regione ma ad oggi manca un’azione concreta contro la riduzione della falda”.
Ufficio stampa g.favero@legambienteveneto.it
CARTELLA STAMPA
(Qui la cartella stampa con comunicato, fotografie, video e approfondimenti, tappa per tappa)
Operazione Fiumi 2026 è una campagna di Legambiente Veneto realizzata con il supporto tecnico di ARPAV, con il contributo di COOP Alleanza 3.0 e BCC Veneta Credito Cooperativo, con il patrocinio delle Autorità Distrettuali di Bacino del fiume Po e delle Alpi Orientali.
I dati della quinta edizione (2025) sono raccolti all’interno di un report presentato a Padova a gennaio 2026 e presente nella cartella stampa digitale.
Legambiente Veneto APS è un’associazione di volontariato di secondo livello che raggruppa, coordina, aiuta e rappresenta i circoli Legambiente presenti sul territorio regionale. Promuove la tutela dell’ambiente, del territorio e della salute dei cittadini attraverso campagne, progetti educativi, iniziative di volontariato e attività di sensibilizzazione.Legambiente Veneto opera in sinergia con i circoli locali e collabora con scuole, enti pubblici e aziende per costruire un futuro più sostenibile e partecipato.
Dettagli scheda bacino idrografico fiume Brenta 2025 di Arpav (mappa)*
Nota: SQA-MA = Standard di Qualità Ambientale – Media Annua del PFOS lineare espressi per semplicità di lettura in ng/L. L’SQA-MA è pari a 0,65 ng/L.
* La scheda completa si trova all’interno della cartella stampa digitale

Descrizione sostanze inquinanti
Escherichia Coli
Gli Escherichia Coli sono dei batteri che appartengono alla famiglia Enterobacteriaceae come i Coliformi fecali, ma a differenza di questi vivono in modo predominante nell’intestino umano e forniscono quindi indicazioni certe di contaminazione fecale derivante da scarichi fognari non depurati. Sono molto meno resistenti degli Enterococchi intestinali e il tempo di riduzione della popolazione presente in acque marine è risultato di meno di un giorno. Per questo motivo gli Escherichia Coli sono un sintomo nelle acque di una cattiva depurazione e di un inquinamento recente.
Un’acqua potabile non presenta contaminazione da escherichia.
Si sottolinea che nonostante nessun fiume in Veneto sia balneabile per decreto regionale e per ragioni che esulano dalla sola qualità microbiologica, consapevole che i 1000 MPN/100mL non corrisponde a un limite di qualità legislativo, Legambiente ritiene importante indicare tale valore di qualità quale obiettivo a cui tendere per ogni corso d’acqua, in quanto requisito individuato dalla normativa cardine (D.Lgs. n. 116/2008, che recepisce la Direttiva europea 2006/7/CE) in materia sanitaria per indicare la qualità delle acque di balneazione, oltre che parametro definito dalla Regione del Veneto per indicare una qualità microbiologica delle acque superficiali coerente con la destinazione all’uso irriguo senza restrizioni.
Glifosate
Il Glifosate è un erbicida (composto chimico di sintesi) ad ampio spettro di azione, che viene usato sistematicamente in agricoltura e vivaistica per eliminare le piante infestanti.
Questo pesticida ormai da una decina di danni ha un largo consumo e nei fiumi del Veneto è notevolmente presente insieme al suo composto di degradazione intermedio (AMPA), come riscontrato dai rilievi di ARPAV. Il valore limite di legge per le acque superficiali per il Glifosate è di 0,1 μg/L (microgrammi / litro).
AMPA
Si tratta di un residuo di degradazione del Glifosate: è un erbicida di sintesi utilizzato da circa 40 anni in maniera massiccia in agricoltura, classificato da IARC come “probabilmente cancerogeno” (gruppo 2A) e del quale Ispra ha già rilevato la presenza di concentrazioni importanti nelle acque superficiali del nostro Paese. Sempre tra i pesticidi, in alcuni punti di campionamento è stato indagato anche il Fosetil-alluminio, utilizzato come fungicida in colture frutticole e viticole; è classificato come sostanza molto tossica per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata e, secondo l’Iarc è un possibile cancerogeno per l’essere umano (gruppo 2B).
Pfas
Le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) sono composti chimici utilizzati in campo industriale per la loro capacità di rendere i prodotti impermeabili all’acqua e ai grassi e impiegati su vasta scala ad esempio in tessuti, tappeti, pelli, schiume antincendio, contenitori per alimenti e detersivi.

24 Mag, 2026