Villa Bartolomea (VR), 23 maggio 2026 Comunicato Stampa
1° tappa dell’edizione 2026 di “Operazione Fiumi” la campagna itinerante di citizens science di Legambiente, BCC Veneta e Coop Alleanza 3.0 per esplorare e descrivere lo stato di salute dei fiumi del Veneto
Con l’occasione firmato il Patto per la Biodiversità nell’ambito del progetto LIFE NatConnect
Sul fronte dei batteri fecali segnali positivi per la salute dell’Adige.
Criticità chimiche negli affluenti, attenzione particolare all’Alpone
Legambiente fotografa una buona depurazione del fiume, ma restano criticità di salute chimica da attenzionare, in particolare negli affluenti
La sesta edizione di “Operazione fiumi – Esplorare per custodire” quest’anno parte sabato 23 maggio dalle sponde dell’Adige, a Villa Bartolomea (Vr). La campagna itinerante di Legambiente Veneto si propone di accendere i riflettori sullo stato della depurazione dei fiumi del Veneto. Il fiume Adige è in buono stato, ma soffre il peso del carico antropico e la presenza di pesticidi e tracce di PFAS, veicolati dai suoi affluenti. Con l’occasione, il Comune di Villa Bartolomea e il circolo Legambiente di Legnago hanno firmato il Patto per la Biodiversità con cui l’Amministrazione si impegna a essere protagonista nella conservazione della natura.
“Operazione fiumi” vede anche quest’anno il supporto tecnico di Arpav, il contributo di COOP Alleanza 3.0 e BCC Veneta Credito Cooperativo, il patrocinio delle Autorità Distrettuali di Bacino del fiume Po e delle Alpi Orientali.
La conferenza stampa di oggi a Villa Bartolomea (Vr) apre la campagna itinerante di “Operazione fiumi”, attraverso la quale verranno divulgati i primi risultati dei campionamenti effettuati da volontari di Legambiente e analizzati da Arpav. Il corso dell’Adige, che interessa oltre al veronese anche il territorio padovano e polesano, ha visto sette punti campionati dai volontari e dalle volontarie di Legambiente durante il mese di maggio: tre in provincia di Verona (Bussolengo, Zevio e Legnago), due in provincia di Rovigo (il capoluogo e Rosolina) e due anche in provincia di Padova (Masi e Anguillara Veneta). I sette punti sono stati scelti da Legambiente per affiancare e integrare le indagini e i continui monitoraggi sui corsi d’acqua effettuati da Arpav che restituiscono ogni anno un quadro completo dello stato di salute dei bacini idrografici della regione in termini di sostanze inquinanti.
Con questa campagna, l’obiettivo principale di Legambiente è quello di accendere i riflettori sullo stato della depurazione dei fiumi del Veneto, attraverso rilevazioni della presenza del batterio Escherichia coli, la cui presenza in elevate concentrazioni è sintomo di contaminazione fecale dovuta ad insufficiente depurazione degli scarichi civili.
Nonostante nessun fiume in Veneto sia balneabile per decreto regionale e per ragioni che esulano dalla sola qualità microbiologica, consapevole che il valore di 1000 MPN/100mL non corrisponde ad un limite legislativo, Legambiente ritiene importante indicare tale valore di qualità quale obiettivo a cui tendere per ogni corso d’acqua, in quanto requisito individuato dalla normativa cardine (D.Lgs. n. 116/2008, che recepisce la Direttiva europea 2006/7/CE) in materia sanitaria per indicare la qualità delle acque di balneazione, oltre che parametro definito dalla Regione del Veneto per indicare una qualità microbiologica delle acque superficiali coerente con la destinazione all’uso irriguo senza restrizioni.
Sul fronte della depurazione, tutti i punti monitorati quest’anno da Legambiente sul fiume Adige, da Bussolengo a Rosolina, risultano al di sotto del valore guida dei 1000 MPN/100mL, segno di una capacità sufficiente di depurazione, almeno dal punto di vista del carico organico e fecale, ovvero di una buona capacità del fiume di attenuare l’impatto degli scarichi dei depuratori.
La scheda del bacino idrografico dell’Adige elaborata da ARPAV, restituisce, per il 2025, i risultati del monitoraggio chimico-biologico e morfologico, con gli indicatori previsti dalla Direttiva Acque dell’UE. Lo stato chimico, legato ai microinquinanti emergenti, risulta Buono in tutti i corpi idrici monitorati ad eccezione di 6 casi legati a superamenti dello standard di qualità della media annua del PFOS lineare (SQA-MA di 0,65 ng/L) soprattutto nei torrenti Chiampo e Alpone (7,49 ng/L il valore più elevato), molto probabilmente per via della presenza di scarichi industriali legati al settore conciario della pelle. Sono stati inoltre riscontrati superamenti relativi ad AMPA (prodotto di degradazione del Glifosate) nella Fossa Rosella, Fossa Zenobria, Torrente Chiampo e Torrente Alpon, oltre a Glifosate nella Fossa Zenobria e nel Torrente Alpone, pesticidi ampiamente utilizzati in agricoltura.
L’analisi dello stato ecologico ha evidenziato i maggiori segnali di sofferenza: su 7 corpi idrici monitorati, ben 4 hanno presentato uno stato inferiore al “Buono”: il Torrente Alpone, il Rio Valle Grande – Rodegotto, il Torrente Fibbio e la Fossa Morandina – Progno di Valpantena.
In circa il 38% delle stazioni di monitoraggio l’indice LIMeco è risultato inferiore a Buono, indicando uno stato trofico pesante legato alla presenza di nutrienti come azoto e fosforo e bassa ossigenazione delle acque, impatti legati sia alle attività agricole che agli scarichi urbani.
Tabella di sintesi dei dati raccolti sull’Adige per la campagna “Operazione fiumi 2026”
| FIUME | LOCALITÀ – COMUNE | PROV. | Escherichia coli MPN/100ml | T (°C) | pH | CONDUCIBILITÀ uS/cm |
| ADIGE | BUSSOLENGO | VR | 10 | 16.4 | 8.34 | 530 |
| ADIGE | ZEVIO | VR | 52 | 16.7 | 8.25 | 373 |
| ADIGE | LEGNAGO | VR | 52 | 16.3 | 8.06 | 277 |
| ADIGE | MASI | PD | 20 | 18.1 | 7.93 | 270 |
| ADIGE | ROVIGO | RO | 31 | 16 | 7.25 | 348 |
| ADIGE | ANGUILLARA VENETA | PD | 107 | 16.8 | 6.97 | 343 |
| ADIGE | ROSOLINA | RO | <10 | 17 | 7.33 | 1034 |
Nota: Si sottolinea che nonostante nessun fiume in Veneto sia balneabile per decreto regionale e per ragioni che esulano dalla sola qualità microbiologica, consapevole che i 1000 MPN/100mL non corrisponde a un limite di qualità legislativo, Legambiente ritiene importante indicare tale valore di qualità quale obiettivo a cui tendere per ogni corso d’acqua, in quanto requisito individuato dalla normativa cardine (D.Lgs. n. 116/2008, che recepisce la Direttiva europea 2006/7/CE) in materia sanitaria per indicare la qualità delle acque di balneazione, oltre che parametro definito dalla Regione del Veneto per indicare una qualità microbiologica delle acque superficiali coerente con la destinazione all’uso irriguo senza restrizioni.
“Se da un punto di vista della depurazione l’Adige non presenta particolari problematiche – dichiara Giulia Bacchiega, portavoce della campagna Operazione Fiumi – quello che ci preoccupa sono le persistenti criticità legate alla forte pressione antropica che interessa soprattutto la pedemontana veronese, legata all’utilizzo storico di PFOS nel settore conciario, che incide in maniera significativa sulla salute dell’ecosistema fluviale e sulla qualità ambientale del territorio. L’Adige, a partire dalla pianura, risulta costretto tra imponenti argini che limitano lo spazio golenale, costituendo una barriera di resistenza sotto il profilo idraulico, mentre il fiume avrebbe invece bisogno di aree di espansione per garantire un ecosistema resiliente, in grado di sopportare i cambiamenti climatici. Per questo riteniamo fondamentale promuovere interventi di rinaturalizzazione delle sponde, tutela della biodiversità e restituzione di maggiore spazio al fiume, in una prospettiva di resilienza”.
Quella di oggi è stata anche l’occasione per il Comune di Villa Bartolomea di firmare il Patto della Biodiversità, con cui l’Amministrazione si impegna a essere protagonista nella conservazione della natura. Il Comune di Villa Bartolomea è il primo Comune del Veneto, ad essere entrato nella rete dei Custodi LIFE NatConnect2030, con la volontà di promuovere la biodiversità attraverso aiuole didattiche, nuovi habitat verdi, percorsi naturalistici ed eventi di sensibilizzazione, con il coinvolgimento attivo delle scuole e delle associazioni del territorio.
Il Patto rientra nel progetto LIFE NatConnect2030, iniziativa strategica europea dedicata alla tutela della biodiversità e al rafforzamento della Rete Natura 2000 nel Nord Italia. Coordinato da Regione Lombardia insieme a 16 partner, tra i quali Legambiente, il progetto coinvolge anche il territorio regionale del Veneto, con l’obiettivo di migliorare la connessione ecologica tra habitat naturali, contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici e promuovere interventi concreti di ripristino ambientale e sensibilizzazione, in linea con la Strategia UE per la Biodiversità 2030.
A questo proposito, così dichiara Mariano Tagetti, presidente del circolo Legambiente Legnago: “Il progetto europeo LIFE NatConnect al quale partecipiamo è il coronamento di una serie di attività che ci hanno portato negli ultimi anni a piantare circa 5000 alberi e a svolgere attività didattiche nelle scuole di vario ordine e grado. Questa firma ci impegnerà, insieme all’amministrazione comunale di Villa Bartolomea, a realizzare due progetti. Il primo si chiamerà Piantata Padana ed è già partito, il secondo sarà l’autostrada degli insetti impollinatori con la creazione di corridoi adatti allo scopo”.

24 Mag, 2026